La legge di bilancio 2024 ha introdotto per le imprese l’obbligo di assicurarsi contro i danni provocati da alcune calamità naturali. Le scadenze sono state più volte riviste e, salvo proroghe successive, sono ormai tutte trascorse: chi non ha ancora stipulato la copertura è già in una posizione di inadempimento.
Chi è obbligato
L’obbligo riguarda le imprese con sede legale in Italia e quelle estere con stabile organizzazione nel territorio, tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese. Non dipende dal settore né dal fatturato: conta l’essere impresa e possedere i beni indicati più avanti.
Le scadenze per dimensione
| Dimensione impresa | Termine per essere in regola |
|---|---|
| Grandi imprese | 1° aprile 2025 |
| Medie imprese | 1° ottobre 2025 |
| Micro e piccole imprese | 1° gennaio 2026 |
| Micro e piccole del turistico-ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande | 31 marzo 2026 (proroga Milleproroghe) |
Le soglie dimensionali seguono i criteri europei (dipendenti, fatturato e totale di bilancio). Se hai dubbi sulla fascia in cui rientra la tua impresa, è il primo punto da chiarire: cambia la data entro cui avresti dovuto essere coperto.
Quali beni vanno assicurati
L’obbligo riguarda i beni iscritti in bilancio all’attivo dello stato patrimoniale, voce B-II numeri da 1 a 3 dell’articolo 2424 del codice civile:
- terreni e fabbricati;
- impianti e macchinari;
- attrezzature industriali e commerciali.
Restano fuori dall’obbligo le merci e le scorte di magazzino, i veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico e gli immobili ancora in costruzione. Questo non significa che non convenga assicurarli: significa che la legge non lo impone.
Chi è escluso dall’obbligo
- Imprese agricole (art. 2135 c.c.): hanno un canale dedicato, il fondo mutualistico AGRICAT.
- Liberi professionisti con studio individuale o associato, non iscritti al Registro delle imprese.
- Imprese i cui immobili sono gravati da abuso edilizio o costruiti senza le autorizzazioni previste.
- Imprese che non possiedono nessuno dei beni elencati sopra.
Cosa si rischia senza polizza
Non è prevista una multa diretta. La conseguenza è però concreta e spesso sottovalutata: dell’inadempimento si tiene conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche. In pratica un’impresa non in regola rischia di vedersi precludere l’accesso a bandi, incentivi e misure di sostegno.
A questo si aggiunge il rischio economico vero e proprio: senza copertura, i danni da terremoto o alluvione restano interamente a carico dell’impresa.
Attenzione a un equivoco frequente: essere in regola con l’obbligo non significa essere coperti da qualsiasi evento atmosferico. L’obbligo riguarda cinque eventi precisi — ne parliamo in cosa copre davvero la polizza catastrofale.
Cosa fare adesso
- Verifica in quale fascia dimensionale rientra l’impresa e quale termine ti riguardava.
- Estrai dal bilancio i valori della voce B-II (terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature): sono la base su cui si costruisce la copertura.
- Controlla se una polizza già attiva (incendio, all risks) contiene garanzie catastrofali: a volte c’è già una copertura parziale da integrare invece che duplicare.
- Confronta più compagnie: su questo rischio le condizioni variano molto.
Fonti: L. 213/2023, art. 1 commi 101-111; D.L. 39/2025 convertito in L. 78/2025; decreto Milleproroghe 2026 convertito in L. 26/2026; art. 2424 codice civile. Contenuto a carattere divulgativo, aggiornato ad agosto 2026: non sostituisce la lettura delle condizioni di polizza né una consulenza sul caso specifico.