Il calcolo è meno misterioso di quanto sembri: i contributi versati al fondo pensione si deducono dal reddito imponibile fino a €5.300 l’anno, quindi il risparmio è pari a quanto versi moltiplicato per la tua aliquota IRPEF più alta (quella «marginale»). Chi ha redditi più alti risparmia di più a parità di versamento.
Il meccanismo in tre passi
- Versi i contributi al fondo (volontari o in busta paga).
- L’importo versato — fino a €5.300 — esce dal reddito imponibile: per il fisco è come se quella parte di reddito non l’avessi guadagnata.
- L’IRPEF si calcola sul reddito ridotto: la differenza rispetto a quanto avresti pagato è il tuo risparmio, che arriva con il conguaglio in busta paga o con la dichiarazione dei redditi.
Le aliquote IRPEF 2026
Dal 1° gennaio 2026 gli scaglioni sono tre:
- fino a 28.000 € → 23%
- da 28.001 a 50.000 € → 33% (era il 35% fino al 2025)
- oltre 50.000 € → 43%
Il versamento si deduce «dall’alto»: taglia prima il reddito tassato all’aliquota più elevata. Per questo il risparmio va calcolato sull’aliquota marginale, non su quella media.
Quattro esempi, conti alla mano
- Reddito 24.000 €, versi 2.000 € — tutto il versamento cade nello scaglione al 23%: risparmio ≈ 460 €.
- Reddito 35.000 €, versi 3.000 € — il versamento taglia reddito tassato al 33%: risparmio ≈ 990 €.
- Reddito 30.000 €, versi 5.300 € — i primi 2.000 € tagliano reddito al 33% (660 €), gli altri 3.300 € scendono nello scaglione al 23% (759 €): risparmio ≈ 1.419 €.
- Reddito 60.000 €, versi 5.300 € — tutto al 43%: risparmio ≈ 2.279 €, il massimo ottenibile nel 2026 con la sola deduzione ordinaria.
A questi importi si aggiunge il risparmio sulle addizionali regionale e comunale, che variano in base a dove vivi: qualche decina di euro in più l’anno, in alcuni casi oltre cento.
I tre errori più comuni nel calcolo
- Contare il TFR. Il TFR destinato al fondo non si deduce: non è un contributo che esce dal tuo reddito imponibile. Nel limite dei €5.300 rientrano invece i tuoi versamenti e il contributo del datore di lavoro.
- Usare l’aliquota media. Il risparmio si calcola sull’aliquota marginale: usare quella media lo sottostima, a volte di parecchio.
- Fermarsi alla deduzione. Il vantaggio fiscale continua all’uscita: la parte di prestazione riferita ai contributi dedotti è tassata con un’aliquota agevolata del 15%, che scende fino al 9% dopo molti anni di partecipazione — contro il 23–43% dell’IRPEF ordinaria.
In sintesi
- Risparmio annuo ≈ versamento dedotto × aliquota marginale (23%, 33% o 43%).
- Tetto di deduzione 2026: €5.300 (tuoi versamenti + contributo datore, senza TFR).
- Il conto preciso dipende da addizionali e situazione personale.
- Per i benefici sul 2026, i versamenti vanno fatti entro il 31 dicembre.
Vuoi il numero esatto sul tuo caso, senza fare i conti a mano? Usa il calcolatore del fondo pensione: età, reddito e versamento, e vedi subito risparmio annuo e capitale stimato. Per il quadro completo su come funziona la previdenza complementare c’è la guida ai fondi pensione.
Fonti: art. 8 D.Lgs. 252/2005 (deducibilità dei contributi; limite elevato a €5.300 dal 1° gennaio 2026 dalla L. 199/2025); art. 11 TUIR come modificato dalla L. 199/2025 (aliquote IRPEF 2026); art. 11, co. 6, D.Lgs. 252/2005 (tassazione agevolata della prestazione). Gli esempi sono calcoli aritmetici sulle aliquote di legge, al lordo di addizionali e detrazioni personali. Contenuto divulgativo, aggiornato a settembre 2026: per il caso specifico vale il confronto con il proprio consulente fiscale.