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Guida previdenza

Fondo pensione: come si calcola il risparmio fiscale

Versi, deduci, paghi meno IRPEF: ma quanto, esattamente? Il meccanismo della deduzione spiegato con le aliquote 2026 e quattro esempi svolti, più gli errori che falsano il conto (il TFR non si deduce).

Di Giacomo Ramella Pollone, intermediario RUI sez. E n. E000821549Previdenza6 min di letturaAggiornato al

Il calcolo è meno misterioso di quanto sembri: i contributi versati al fondo pensione si deducono dal reddito imponibile fino a €5.300 l’anno, quindi il risparmio è pari a quanto versi moltiplicato per la tua aliquota IRPEF più alta (quella «marginale»). Chi ha redditi più alti risparmia di più a parità di versamento.

Il meccanismo in tre passi

  1. Versi i contributi al fondo (volontari o in busta paga).
  2. L’importo versato — fino a €5.300 — esce dal reddito imponibile: per il fisco è come se quella parte di reddito non l’avessi guadagnata.
  3. L’IRPEF si calcola sul reddito ridotto: la differenza rispetto a quanto avresti pagato è il tuo risparmio, che arriva con il conguaglio in busta paga o con la dichiarazione dei redditi.

Le aliquote IRPEF 2026

Dal 1° gennaio 2026 gli scaglioni sono tre:

  • fino a 28.000 € → 23%
  • da 28.001 a 50.000 € → 33% (era il 35% fino al 2025)
  • oltre 50.000 € → 43%

Il versamento si deduce «dall’alto»: taglia prima il reddito tassato all’aliquota più elevata. Per questo il risparmio va calcolato sull’aliquota marginale, non su quella media.

Quattro esempi, conti alla mano

  • Reddito 24.000 €, versi 2.000 € — tutto il versamento cade nello scaglione al 23%: risparmio ≈ 460 €.
  • Reddito 35.000 €, versi 3.000 € — il versamento taglia reddito tassato al 33%: risparmio ≈ 990 €.
  • Reddito 30.000 €, versi 5.300 € — i primi 2.000 € tagliano reddito al 33% (660 €), gli altri 3.300 € scendono nello scaglione al 23% (759 €): risparmio ≈ 1.419 €.
  • Reddito 60.000 €, versi 5.300 € — tutto al 43%: risparmio ≈ 2.279 €, il massimo ottenibile nel 2026 con la sola deduzione ordinaria.

A questi importi si aggiunge il risparmio sulle addizionali regionale e comunale, che variano in base a dove vivi: qualche decina di euro in più l’anno, in alcuni casi oltre cento.

I tre errori più comuni nel calcolo

  • Contare il TFR. Il TFR destinato al fondo non si deduce: non è un contributo che esce dal tuo reddito imponibile. Nel limite dei €5.300 rientrano invece i tuoi versamenti e il contributo del datore di lavoro.
  • Usare l’aliquota media. Il risparmio si calcola sull’aliquota marginale: usare quella media lo sottostima, a volte di parecchio.
  • Fermarsi alla deduzione. Il vantaggio fiscale continua all’uscita: la parte di prestazione riferita ai contributi dedotti è tassata con un’aliquota agevolata del 15%, che scende fino al 9% dopo molti anni di partecipazione — contro il 23–43% dell’IRPEF ordinaria.

In sintesi

  1. Risparmio annuo ≈ versamento dedotto × aliquota marginale (23%, 33% o 43%).
  2. Tetto di deduzione 2026: €5.300 (tuoi versamenti + contributo datore, senza TFR).
  3. Il conto preciso dipende da addizionali e situazione personale.
  4. Per i benefici sul 2026, i versamenti vanno fatti entro il 31 dicembre.

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Fonti: art. 8 D.Lgs. 252/2005 (deducibilità dei contributi; limite elevato a €5.300 dal 1° gennaio 2026 dalla L. 199/2025); art. 11 TUIR come modificato dalla L. 199/2025 (aliquote IRPEF 2026); art. 11, co. 6, D.Lgs. 252/2005 (tassazione agevolata della prestazione). Gli esempi sono calcoli aritmetici sulle aliquote di legge, al lordo di addizionali e detrazioni personali. Contenuto divulgativo, aggiornato a settembre 2026: per il caso specifico vale il confronto con il proprio consulente fiscale.

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