La previdenza, spiegata semplice.
Come funziona un fondo pensione dall'adesione alla rendita, in cinque passi. Tutti i numeri sono fatti di legge, verificati alle fonti.
Chi sei e come puoi aderire
Il percorso cambia in base al tuo lavoro.
Lavoratore dipendente
Con datore di lavoro e TFR
Autonomo o libero professionista
Senza datore, senza TFR
Adesione collettiva (via CCNL)
ConsigliataSe versi la tua quota minima, il datore è tenuto ad aggiungere la sua: denaro in più che altrimenti non avresti.
Contributo del datore incluso
Adesione individuale (di tua iniziativa)
Scegli liberamente un fondo aperto o un PIP, ma rinunci al contributo del datore previsto dal CCNL.
Niente contributo del datore
Dove puoi versare
Tre tipi di forma pensionistica, con costi diversi.
Fondo negoziale
Di categoria (FPN)
Il fondo del tuo CCNL. Costi molto bassi e contributo del datore.
Costi minimi · ISC < 0,3%
Fondo aperto
Banche, SGR, assicurazioni (FPA)
Istituito da banche, SGR o assicurazioni. Aperto a tutti, anche agli autonomi.
Costi medi · ISC 0,5–1,2%
PIP
Piano individuale
Forma pensionistica di tipo assicurativo. Solo su adesione individuale.
Costi più alti · ISC 1,5–3,5%
Con l'adesione individuale il fondo negoziale non è accessibile: restano il fondo aperto e il PIP. I range di ISC sono indicativi (rilevazioni COVIP) e variano per comparto.
Fase di accumulo
Cosa versi e come cresce nel tempo.
Contribuzione
La tua quota, la quota del datore e il TFR (pari al 6,91% della retribuzione lorda). I versamenti sono deducibili fino a €5.300 l'anno.
Linee di investimento
Garantita, obbligazionaria, bilanciata o azionaria: la scelta dipende soprattutto da quanti anni mancano alla pensione. Si può cambiare nel tempo.
La tua posizione
Contributi più rendimenti netti. È sempre intestata a te, portabile a un altro fondo e trasmissibile agli eredi.
Cosa ottieni
Prima della pensione e al momento della pensione.
Prima della pensione
Anticipazioni
Fino al 75% per spese sanitarie gravi o prima casa, fino al 30% per qualsiasi esigenza dopo 8 anni di iscrizione. Il cumulo non supera il 75% della posizione.
RITA — il ponte verso la pensione
Se ti mancano al massimo 5 anni alla pensione (10 in caso di lunga inoccupazione), puoi farti erogare la posizione a rate, con tassazione agevolata.
Al momento della pensione
Capitale e rendita
Di regola almeno metà della posizione va convertita in rendita vitalizia; l'altra metà si può ritirare in capitale. Chi ha accumulato poco può incassare il 100% in un'unica soluzione (sotto la soglia legata all'assegno sociale).
Tassazione agevolata
Sulla prestazione finale l'imposta scende dal 15% al 9% (dopo 35 anni di iscrizione). I rendimenti sono tassati al 20% invece del 26%.
9–15%
imposta sulla prestazione, non 23–43% IRPEF
20%
sui rendimenti, invece del 26%
fino a 75%
anticipabile per salute o prima casa
E per il datore di lavoro?
Versare il TFR al fondo non è un costo a fondo perduto.
Misure compensative (art. 10, D.Lgs 252/2005)
A fronte del TFR versato alla previdenza complementare, il datore ha una deduzione sul reddito d'impresa, l'esonero dal versamento dello 0,20% al Fondo di Garanzia, la riduzione degli oneri impropri e nessuna rivalutazione del TFR da accantonare.
Sigle in breve
- FPN
- fondo pensione negoziale (di categoria)
- FPA
- fondo pensione aperto
- PIP
- piano individuale pensionistico
- TFR
- trattamento di fine rapporto
- ISC
- indicatore sintetico dei costi
- CCNL
- contratto collettivo nazionale di lavoro
Informazioni a carattere divulgativo, non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Riferimenti: D.Lgs 252/2005 e successive modifiche, Legge di Bilancio 2026. Aggiornato a luglio 2026.
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